I soliti ignoti
Commedia | Italia | 1958 | 111 min | TI soliti ignoti. In una Roma sottoproletaria si agitano i piani truffaldini, e un po’ scalcinati, di Peppe, Mario, Tiberio, Ferribotte, Norma e Capannelle: Monicelli dirige con estrema maestria la sceneggiatura che ha contribuito a scrivere insieme ad Age, Scarpelli e Suso Cecchi D’Amico. Candidato come Migliore film straniero agli Oscar del 1958.
Un piano perfetto per un colpo perfetto. Sei amici senza arte né parte decidono di svaligiare un Banco dei Pegni. Per raggiungere la cassaforte devono prima introdursi nell'appartamento contiguo, ritenuto disabitato, e abbattere la parete divisoria. Per mezzo di un filmato, fatto con una cinepresa rubata al mercato di Porta Portese e sottoposto in visione a Dante Cruciani, un noto scassinatore a riposo che svolge oramai il ruolo di "consulente", la banda viene da questi istruita sulle modalità per realizzare il colpo. Ma non tutto, anzi niente, andrà come previsto.
«Agli inizi della mia carriera cinematografica, furono per me molto importanti due registi. Luciano Emmer con Domenica d’agosto, un film che ebbe un gran successo, anche all’estero. E poi Mario Monicelli, che allora lavorava in coppia con Steno. Ho girato tanti film con Monicelli, per esempio I soliti ignoti. Nacque per sfruttare le scenografie delle Notti bianche, che avevo fatto con Visconti e che era costato molto. Poi, in realtà, non girammo mai nel teatro di posa con le scenografie delle Notti bianche. Nei Soliti ignoti scattò la stupefacente invenzione di Gassman attore comico – cosa che non mi sorprese perché io avevo lavorato con Gassman in teatro, conoscevo il suo umorismo, non era così serio e severo come tanta gente poteva immaginare. Fu un film di grande successo.» - Marcello Mastroianni
Festival e Riconoscimenti
. Nastro Miglior attore protagonista a Vittorio Gassman
. Nastro Migliore sceneggiatura
. Candidato Migliore film straniero